La cellulite in adolescenza: come contrastarla?

04 Giugno 2021

La cellulite in adolescenza: come contrastarla?

Autore: Dott. Dott.ssa Migliori Ginevra

La cellulite è un inestetismo che colpisce già in adolescenza perché tra le cause principali ci sono anche gli ormoni femminili. Per contrastarla a quest’età sono fondamentali alimentazione sana e attività fisica.

La cellulite è un inestetismo che interessa soprattutto il sesso femminile. Può colpire la donna a qualsiasi età, a partire dall’adolescenza fino ad arrivare all’età adulta. Il sovrappeso può influire, ma non può essere considerato tra le cause principali, perché anche le donne in forma possono presentare dei cuscinetti adiposi nei quali la pelle assume il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”, tipico della cellulite.

 

Tra le cause della cellulite ci sono gli estrogeni, ossia gli ormoni femminili. Anche per questo la cellulite colpisce di più le donne in età fertile, le quali hanno dei livelli di estrogeni più alti. Non è un caso ad esempio, se nei giorni che precedono l’arrivo del ciclo mestruale ci si sente più gonfie e si accentua la cellulite, ma è tutto legato ai normali cambiamenti dei livelli ormonali.

 

La sensazione di gonfiore è da attribuire, più che alla cellulite in sé per sé, all’aumento della ritenzione idrica, termine con il quale ci si riferisce all’accumulo dei liquidi nei tessuti. Sempre gli ormoni, o semplicemente condurre una vita troppo sedentaria, può creare problemi nella microcircolazione, soprattutto a livello degli arti inferiori. Come conseguenza, anche il sistema linfatico non riesce a drenare efficacemente liquidi e tossine, che ristagnano nei tessuti interstiziali (gli spazi tra cellula e cellula) portando a ritenzione idrica, che si traduce poi in quella fastidiosa sensazione di gonfiore. Una ritenzione idrica che dura nel tempo, favorisce indubbiamente la comparsa della cellulite e della caratteristica “buccia d’arancia”.

 

La sedentarietà purtroppo è una condizione molto comune tra le adolescenti, che spesso passano molto più tempo davanti a computer e smartphone che fuori all’aria aperta. Anche la palestra a volte passa in secondo piano: magari ci si iscrive, ma poi non la si frequenta con costanza. Il carico di studio pomeridiano di un adolescente in alcuni periodi può essere anche più elevato e spesso, in questi casi, quello che si sacrifica è l’appuntamento in palestra.

 

Altro fattore che favorisce l’insorgere della cellulite in adolescenza è l’alimentazione. I ragazzi si ritrovano a consumare sempre più cibo da fast-food e sempre meno frutta e verdura. Un po’ per mancanza di tempo, o anche perché hamburger e patatine fritte possono essere una scusa per ritrovarsi con gli amici. Accade più di frequente però che siano le abitudini alimentari familiari ad essere scorrette, quindi è proprio la dieta giornaliera a favorire l’insorgere della cellulite.

 

I nemici della cellulite a tavola sono principalmente sale, zuccheri raffinati e grassi saturi: tutti i cibi che ne sono ricchi andrebbero limitati il più possibile se si vuole prevenire o contrastare la “buccia d’arancia”. Ad esempio, alimenti di uso comune come affettati, salumi, grissini, crackers e simili sono ricchi di sale, e contengono anche grassi saturi e zuccheri raffinati, per cui andrebbero consumati solo occasionalmente. È importante invece che nella dieta giornaliera siano sempre inserite almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione: alimenti ricchi di acqua e fibre, nonché di sali minerali tra i quali il potassio, che aiuta a contrastare la cellulite.

 

Per quanto riguarda invece l’attività fisica, per la lotta alla cellulite non è necessaria una preparazione atletica particolare: già una camminata a passo sostenuto, se fatta con costanza tutti i giorni per 30-40 minuti, stimola il metabolismo ed aiuta ad attenuare la “buccia d’arancia”. Se c’è la possibilità di camminare in acqua meglio ancora, perché si unisce all’attività fisica in sé l’azione massaggiante dell’acqua, che stimola la circolazione negli arti inferiori migliorando il drenaggio di liquidi e tossine.

 

 

Cellulite: caratteristiche e meccanismo di formazione

 La cellulite è conosciuta anche con l’acronimo PEFS, che sta per Pannicolopatia Edamato Fibro Sclerotica. Partendo proprio dal termine, la cellulite si può descrivere come una condizione caratterizzata da alterazioni a carico degli adipociti del pannicolo adiposo sottocutaneo accompagnate dalla formazione di edemi da ritenzione idrica e da ispessimento del tessuto connettivo sottocutaneo, che si dispone a formare dei tralci più o meno perpendicolari alla cute, noti come setti fibrosi retraenti. Gli adipociti, complici cause di natura genetica o ormonali, che a loro volta causano delle alterazioni a livello della microcircolazione, si gonfiano fino a scoppiare e rilasciano il contenuto in grassi a nel tessuto circostante. Accade quindi che il grasso fuoriuscito tenda ad espandersi verso l’esterno erniando verso l’alto, mentre i setti fibrosi retraenti “tirano” la cute verso il basso, e questo porta alla creazione di quei buchini ed avvallamenti che caratterizzano la “buccia d’arancia”, espressione tipica della cellulite. Nell’area dove la pelle è a “buccia d’arancia” si perdono omogeneità e compattezza del tessuto cutaneo, sia alla pelle sia al tatto.

 

 

Cellulite: alimenti che aiutano a contrastarla

 Il sale è il primo nemico della cellulite, perché favorisce la ritenzione idrica. Non bisogna considerare però solo il sale in quanto tale, ma tutti quegli alimenti nei quali il sale è un ingrediente, a volte nascosto: salumi e affettati, ma anche molti prodotti da forno quali crackers, grissini, pizze e simili. Il sale è contenuto come conservante anche in molti prodotti in scatola come legumi, tonno, ecc. oltre che nei cibi già pronti e già cotti, perché non possiamo sapere quanto siano conditi ed in genere sono sempre molto sapidi.Per evitare un eccessivo accumulo di grassi negli adipociti è bene limitare il consumo oltre che di grassi in sé, anche di zuccheri raffinati perché i picchi insulinici derivanti dall’assunzione di tali alimenti spostano l’equilibrio metabolico a favore dell’accumulo dei grassi piuttosto che sulla loro mobilizzazione e conseguente eliminazione. Cibi amici della cellulite sono sicuramente acqua, frutta e verdura di stagione e cibi ricchi di potassio, che al contrario del sodio (contenuto nel sale) contrasta la ritenzione idrica.

 

 

Quali sono i rimedi più efficaci contro la cellulite?

Dato che la cellulite è una malattia complessa sia per le cause che ne sono alla base sia per le sue manifestazioni cliniche, il trattamento di questo inestetismo deve prevedere un approccio combinato. Vediamo quali sono i trattamenti più efficaci.

 

Carbossiterapia per la circolazione

Siccome alla base della cellulite c'è sempre un problema circolatorio, il trattamento che non può assolutamente mancare in un programma anti-cellulite è la carbossiterapia. La carbossiterapia si basa sull’infiltrazione di un gas, l’anidride carbonica, che da un lato rafforza il microcircolo e riattiva il circolo sanguigno e linfatico, favorendo lo smaltimento di liquidi e tossine, dall’altro aumenta il flusso di sangue ben ossigenato ai tessuti. E’ cosnigliato un ciclo di 10-12 sedute della durata di circa 20 minuti, una volta la settimana, a cui far seguire 1 seduta di mantenimento una volta al mese.

 

Radiofrequenza e ultrasuoni per la lassità

Alla cellulite è quasi sempre associata la lassità, cioè la perdita di tonicità delle pelle: i tessuti, in sofferenza per la circolazione difficoltosa e per la presenza di liquidi e tossine, tendono a sviluppare una progressiva degenerazione di collagene ed elastina e a cedere. Quindi, in associazione alla carbossiterapia, che porterà a una rigenerazione del tessuto che ha bisogno di ossigeno, si possono utilizzare metodiche più specifiche, come la radiofrequenza multipolare con magnetoterapia. Si tratta di due forme di energia che inducono un riscaldamento controllato del derma fino ai 42-44 gradi, temperatura alla quale avviene un accorciamento delle fibre di collagene, il cosiddetto “effetto thightening”. I risultati in termini di rassodamento sono subito apprezzabili, ma migliorano ulteriormente con il tempo, quando si formano collagene ed elastina nuovi, che si sostituiscono ai vecchi, con un aumento del tono e della compattezza della pelle.  Si consiglia un ciclo di 6-12 sedute, una volta a settimana. In caso di lassità localizzate, per esempio sui glutei, sono molto efficaci gli ultrasuoni microfocalizzati con controllo ecografico. Emessi da un manipolo applicato esternamente sulla cute, si focalizzano nel tessuto sottocutaneo, dove si ha un’emissione di calore fino a 65° che innesca la massima produzione di collagene. Attraverso un'ecografia in tempo reale, il medico può selezionare a quale profondità è opportuno focalizzare gli ultrasuoni, se 4,5 mm oppure 3,0 oppure 1,5 mm, in modo da ottenere caso per caso il massimo del risultato con il massimo della sicurezza. Il trattamento si svolge in un'unica seduta, che inizia a produrre effetti visibili dopo 1 mese; i miglioramenti continuano fino a 6 mesi dopo il trattamento e poi si stabilizzano.

 

Recisione controllata con stabilizzazione vacuum-assistita del tessuto per i buchini

Ma veniamo alla caratteristica più odiata della cellulite: i buchini che fanno assomigliare la pelle ad un materasso o alla buccia d’arancia. Si localizzano soprattutto a livello dei glutei e nella parte posteriore e laterale delle cosce e sono dovuti alla retrazione dei setti fibrosi, che con il tempo a causa del ristagno di liquidi e dell’infiammazione cronica vanno incontro a fibrosi e accorciamento, proprio come se fossero delle aderenze post-chirurgia. Il trattamento risolutivo è la recisione controllata con stabilizzazione vacuum-assistita del tessuto e agisce in modo selettivo e specifico sul setto fibroso: siccome a ogni buchetto corrisponde un setto fibroso, recidendo a una certa profondità questo setto la pelle viene rilasciata e il buchetto scompare. Il trattamento si avvale di un manipolo monouso e sterile che viene posizionato in corrispondenza dell’avvallamento, dove il tessuto viene risucchiato nel manipolo in modo uniforme con una pompa vacuum, poi si infiltra un anestetico locale e a questo punto si introduce nel piano creato con la vacuum un microbisturi azionato da un motore. Questo muovendosi avanti e indietro recide il setto. Il vantaggio rispetto a un intervento manuale è la precisione estrema: grazie alla vacuum, i setti vengono recisi in modo netto e uniforme tutti alla stessa profondità e il tessuto sano viene risparmiato», assicura la dottoressa. Il tutto in un solo trattamento, minimamente invasivo, in anestesia locale, durante il quale si possono eliminare decine e decine di “buchi”. Dura da 40 minuti a 2 ore, in base al numero di buchini trattati, con un costo che può variare da 2.500 a 4.000 euro. Dopo CellFina, un giorno di riposo è sufficiente per tornare alle normali attività: basta evitare docce troppo calde, sauna, bagno turco, lettini solari. No anche all'esposizione al sole per 6 mesi (per evitare macchie). CellFina è approvato dalla FDA, che certifica che i risultati si mantengono stabili a 3 anni dal trattamento.

 

Radiofrequenza selettiva per i cuscinetti di grasso

In caso di adiposità localizzata, un ottimo rimodellamento non chirurgico è la radiofrequenza non a contatto con la cute, selettiva per il grasso. Il macchinario è costituito da un manipolo che abbraccia la corrispondente zona da trattare: addome e fianchi oppure cosce. Il tessuto adiposo, poco idratato, si trova frail derma in superficie e il muscolo in profondità, che sono invece entrambi molto idratati. Quando il macchinario emette l’energia si crea un passaggio di corrente tra i due poli con differenti potenziali, il derma e il muscolo, mentre il grasso che sta in mezzo si surriscalda, raggiungendo i 46°C. Il target sono le cellule adipose: viene indotta una lipolisi e le cellule rilasciano nello spazio extracellulare i trigliceridi, che poi vengono smaltiti attraverso fegato e reni. Misurando la zona prima e dopo seduta, si può apprezzare l'immediata perdita di cm. Non solo: gli adipociti nelle ore successive vanno incontro ad un fenomeno di apoptosi, ovvero un processo di morte naturale che riduce ulteriormente il volume delle adiposità.  Altro vantaggio: il calore che si sprigiona nel grasso raggiunge il derma, stimolando così la produzione di nuovo collagene e il rassodamento della pelle.  Si consiglia un ciclo di 6 sedute, una alla settimana. Le sedute, indolori, durano 45 minuti per adiposità fianchi, un’ora per le cosce. Si consiglia di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, da 2 giorni prima a 2 giorni dopo il trattamento,così l'azione sarà più selettiva sul grasso e ne sarà favorito lo smaltimento. Si smaltisce anche il grasso più resistente, quello “imprigionato” nella capsula fibrosa e quindi per questo molto resistente a sport e dieta.


Continua a leggere: La cellulite è il nemico numero uno. La carbossiterapia, il migliore alleato. A cura della dott. Migliori Ginevra 

 

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