Impedenziometria e composizione corporea

11 Gennaio 2021

Impedenziometria e composizione corporea

Autore: Ambrosio Pasquale  11/01/2021

L’impedenziometria è un esame a carattere bioelettrico utilizzato per determinare la composizione corporea,
sia qualitativamente che quantitativamente. L’esame sfrutta le capacità della corrente elettrica alternata a basso voltaggio per individuare le percentuali di massa magra, grassa e acqua presenti nel corpo umano sfruttando due importanti fattori dell’elettricità, la resistenza e la reattanza.

Che cos’è l’impedenziometria

Le prime applicazioni dell’impedenziometria, o bio-impedenziometria, risalgono agli anni ’70 nel campo militare per trovare immediato utilizzo in campo commerciale negli stessi anni. L’imprecisione dei primi macchinari, nonché la forte importanza della componente umana nel procedimento, ha attirato molte critiche dal mondo scientifico a questa pratica. Nel corso degli ultimi 30 anni, il progresso tecnologico ha permesso di ottenere risultati sempre più attendibili tanto da consentire la rapida diffusione dell’esame nel mondo medico e dei nutrizionisti.

L’impedenziometria è un esame, dunque, utilizzato per determinare in modo accurato le componenti di massa magra, massa grassa e acqua presenti nell’organismo, ottenendo, così, importanti informazioni sullo stato generale dell’individuo e consentire di pianificare azioni mirate e specifiche per i singoli casi. L’esame può garantire importanti parametri al medico sullo stato di salute generale nonché su disturbi latenti, può essere fondamentale per nutrizionisti e dietologi nel contrasto all’obesità o altri disturbi alimentari, ed è utilizzata anche nel mondo dei personal trainer al fine di poter orientare in modo specifico piani di allenamento ed esercizio.

Come si fa l’impedenziometria?

L’esame è svolto mediante l’ausilio di una apparecchiatura computerizzata capace di rilevare l’impedenza. Il medico, o il personale qualificato di riferimento, applica sul paziente due elettrodi in corrispondenza del polso e della caviglia destra. All’interno del programma devono essere inseriti i dati del paziente e dopo l’esame l’apparecchio determina la composizione della massa magra e grassa e dell’acqua presenti nell’organismo.

Questi dati sono ricavabili sfruttando l’elementare principio fisico della conduzione elettrica: all’interno l’acqua e la massa magra hanno una buona conduzione elettrica al contrario della massa grassa. L’apparecchio in base ai dati rilevati dalla quantità di acqua e massa magra presenti ricava la quantità di massa grassa e sempre attraverso lo stesso principio è determinata la qualità dei tessuti in questione.

Cosa non bisogna fare prima dell’impedenziometria?

L’esame bio-impedenziometrico prevede il digiuno almeno nelle 4 ore precedenti al controllo. È possibile assumere acqua ma non si possono assumere altri tipi di liquidi soprattutto alcool, caffè ed altre sostanze capaci di aumentare o diminuire la dilatazione dei vasi alterando la pressione sanguigna ed altri parametri. Anche l’esercizio fisico deve essere evitato nelle 24 ore precedenti all’impedenziometria così come non è consigliabile effettuare l’esame in presenza di stati febbrili.

Quando non è possibile fare l’impedenziometria?

L’esame deve essere assolutamente evitato nei soggetti portatori di pace maker ed altri dispositivi elettrici. È opportuno valutare attentamente il proprio stato di salute e la presenza di tali dispositivi con il proprio medico al fine di evitare gravi rischi per la salute. È bene ricordare che l’impedenziometria è un esame sicuro e privo di importanti rischi per la salute se effettuato con macchinari e personali qualificati.

Come misurare la ritenzione idrica?

La ritenzione idrica è un problema diffuso e di estrema attualità. L’attenzione verso questo disturbo è cresciuta in modo esponenziale con il costante aumento della ricerca del benessere fisico e mentale. L’impedenziometria è uno degli esami più accurati per determinare il livello di ritenzione idrica essendo in grado di stabilire la quantità di acqua extracellulare e intracellulare presenti nell’organismo.

Idratazione e ritenzione idrica sono due aspetti parametri fondamentali strettamente correlati ed è noto come una buona idratazione sia determinante nell’eliminazione dei liquidi in eccesso. L’acqua extracellulare deve essere necessariamente compresa tra il 40% ed il 48%; fuori da questi parametri impedenziometrici bisogna solitamente agire per ristabilire il naturale equilibrio idrico.

L’impedenziometria fa male?

La bio-impedenziometria è un esame poco invasivo ed assolutamente non doloroso. Non sono riportati, dai pazienti che l’hanno eseguita, particolari effetti collaterali di alcun genere. È doveroso sottolineare che l’apparecchio impedenziometrico non sfrutta la corrente elettrica della rete ma è alimentato da batterie autonome e dunque non in grado di rilasciare quantitativi di energia elettrica dannosi o letali per la salute.

Attedibilità dell’impedenziometria

L’impedenziometria è un esame suscettibile a diverse variabili per cui è stato rilevato come possa mostrare valori non corretti nelle singole misurazioni. L’attendibilità dello strumento cresce all’aumentare delle rilevazioni ovvero nel monitoraggio a lungo termine dei parametri dei soggetti. La variazione delle rilevazioni è influenzata soprattutto dalla quantità di acqua presente nell’organismo ovvero in condizioni di disidratazione i risultati sono fortemente condizionati mostrando valori divergenti con la reale condizione dei soggetti.

Oltre all’idratazione anche l’esercizio fisico è in grado di influenzare pesantemente i risultati dell’esame sottostimando la presenza di massa grassa a favore di quella magra. Per tali ragioni l’attività fisica, sia intensa che moderata, è sconsigliata nelle 24 ore precedenti all0esame. Infine bisogna considerare tra le variabili sia la qualità del macchinario sia la professionalità dell’operatore.

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Per approfondimenti rivolgersi al medico specialista.

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