Differenze tra ritenzione idrica e cellulite

24 Luglio 2020

Differenze tra ritenzione idrica e cellulite

Autore: Dott. Basile M. Gaetana

I termini cellulite e ritenzione idrica vengono spesso confusi. Anche se una condizione predispone all’ altra, i due inestetismi hanno delle caratteristiche biologiche diverse.

La cellulite è un inestetismo che colpisce più del 90% delle donne. La sua caratteristica è la “buccia d’arancia”: la pelle delle zone colpite appare non più liscia ed omogenea ma con buchini ed avvallamenti più o meno evidenti e che la rendono simile, per l’appunto, alla buccia di un’arancia. Lo stesso inestetismo della pelle si associa però anche ad un’altra condizione, nota con il termine di ritenzione idrica, causata da un accumulo di liquidi e tossine nei tessuti.

Ritenzione idrica e cellulite vengono spesso confuse tra loro: si pensa erroneamente siano la stessa cosa, ma in realtà non è così. Vero è che sono due condizioni strettamente legate l’una all’altra, perché la ritenzione idrica è una delle cause della cellulite. Ma d’altra parte, non è detto che se il tessuto presenta ritenzione idrica, svilupperà certamente cellulite. Così come non è detto che la cellulite evolva da un primo stadio, caratterizzato per l’appunto più che altro da ritenzione idrica, agli stadi successivi, sempre meno trattabili.

La ritenzione idrica è infatti generalmente una condizione transitoria, e che può essere efficacemente trattata con massaggi, sport ed alimentazione. Attraverso il massaggio si va a stimolare la circolazione sanguigna e linfatica, favorendo il drenaggio dei liquidi e delle tossine accumulate nei tessuti e la loro successiva eliminazione.

La cellulite invece è un inestetismo più complesso. Causata da un’alterazione del pannicolo adiposo sottocutaneo, è una condizione più difficile da eliminare. Una cellulite al primo stadio è ancora facilmente trattabile, ma mano a mano che si procede negli stadi successivi l’inestetismo tende ad essere sempre più evidente e meno trattabile.

Cellulite e ritenzione idrica sono quindi due condizioni sicuramente correlate, ma le cui cause e caratteristiche biologiche sono diverse, così come è differente l’evoluzione.

Ritenzione idrica: cause, caratteristiche e trattamenti

La ritenzione idrica è una condizione causata da un accumulo di liquidi e tossine nei tessuti. Le cause possono essere diverse: oscillazioni ormonali, alimentazione scorretta, sedentarietà.

Come la cellulite, anche la ritenzione idrica è un problema prevalentemente femminile, tant’è che quando c’è ritenzione idrica i distretti più colpiti sono quelli tipici della donna in età fertile, ossia fianchi e glutei.

Le prima causa è da ricercarsi infatti negli ormoni, o meglio nelle oscillazioni ormonali tipiche per l’appunto della donna in età fertile. Non a caso prima del ciclo si notano gonfiori e aumento di peso: l’incremento ponderale è dato quasi esclusivamente dagli accumuli di liquidi nei tessuti interstiziali. Il problema è ormonale: quando si abbandona la fase ovulatoria e ci si entra nell’ultima fase, quella luteinica, accade che si abbassino i livelli di estrogeni e si alzino quelli di progesterone. In questa fase, il sistema linfatico fa fatica a drenare i liquidi, che si accumulano negli spazi tra cellula e cellula, formando degli edemi.

Stimolare la circolazione sanguigna e linfatica è uno dei primi rimedi per contrastare la ritenzione idrica. A tal fine, è utile un’attività fisica come la camminata a passo veloce, meglio ancora se in acqua, oppure il nuoto: quello che è necessario fare è stimolare la circolazione degli arti inferiori, in modo tale da evitare il ristagno dei liquidi e la formazione di edemi.

Anche l’alimentazione ha un ruolo importante nel contrastare la ritenzione idrica. Il consiglio di bere molto è sicuramente utile, perché l’acqua stimola la diuresi, e con essa l’eliminazione di liquidi, nonché di scorie, tossine, ed in generale prodotti di scarto del metabolismo. Un altro consiglio utile è quello di limitare il sale: un eccesso di sodio favorisce infatti la ritenzione dei liquidi. Sono utili, al contrario, alimenti ricchi di potassio come ad esempio banane e semi di zucca, perché il potassio, al contrario del sodio, favorisce il drenaggio dei liquidi.

Come anche per la cellulite, in caso di ritenzione idrica è utile seguire un’alimentazione ricca di acqua, frutta e verdura di stagione, cibi freschi e non conservati, frutta secca e semi oleosi in quantità moderate.

La ritenzione idrica però, a differenza della cellulite, è una condizione transitoria che con una corretta alimentazione e con un’attività fisica mirata e costante si può eliminare o comunque controllare, ferme restando le variabili legati alle normali oscillazioni ormonali tipiche della donna in età fertile.

La cellulite: cause, caratteristiche e trattamenti

La cellulite è chiamata scientificamente PEFS, acronimo che sta per Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica.

Pannicolopatia, perché è una condizione alla cui base ci sono delle alterazioni del pannicolo adiposo sottocutaneo. Edemato, perché caratterizzata dalla presenza di edemi, che per l’appunto sono derivanti dalla ritenzione idrica. Fibro Sclerotica, perché dopo il primo stadio inizia a coinvolgere non solo il pannicolo adiposo ma anche il tessuto connettivo, che tende ad ispessirsi formando delle fibre più o meno perpendicolari che prendono il nome di setti fibrosi.

A causa quindi di una serie di condizioni quali genetica, ormoni, ritenzione idrica, alimentazione scorretta, sedentarietà, ecc. gli adipociti del pannicolo adiposo si trovano un uno stato lievemente infiammatorio e subiscono delle alterazioni: nello specifico, tendono a gonfiarsi fino a scoppiare e rilasciare il grasso in essi contenuto nel tessuto circostante, cosa che non fa altro che continuare a sostenere lo stato infiammatorio. Nello stesso tempo, il tessuto connettivo si ispessisce e si organizza in setti fibrosi che hanno un effetto retraente, perché tendono a “tirare” l’epidermide verso l’interno mentre il grasso fuoriuscito dagli adipociti, al contrario, si espande verso l’esterno. Questo porta alla formazione di buchini ed avvallamenti che caratterizzano la tipica pelle a “buccia d’arancia”.

La cellulite progredisce da un primo stadio, nel quale c’è quasi esclusivamente ritenzione idrica, fino ad uno stadio finale nel quale sono presenti avvallamenti, buchini e noduli fibrosi, e la pelle assume un tipico aspetto a “materasso”. Al tatto, il tessuto è anche dolente. Più la cellulite progredisce, meno è trattabile e tanto meno eliminabile, per cui è importante agire quanto prima con alimentazione, massaggi e trattamenti di medicina estetica mirati.

Ritenzione idrica o cellulite: come distinguerle?

Un medico estetico, dopo una prima valutazione clinica, è in grado di distinguere tra ritenzione idrica e cellulite, nonché capire a quale stadio si può trovare quest’ultima.

Per farsi un’idea si può procedere nel modo seguente: se applicando con un dito una piccola pressione per qualche secondo sulla pelle si forma un alone bianco, potrebbe esserci prevalentemente ritenzione idrica. Se invece stringendo una piccola porzione di pelle tra le dita appaiono dei “buchetti”, potremmo già essere in presenza di cellulite.

Per una corretta valutazione e per intraprendere un trattamento mirato è sempre importante rivolgersi ad un esperto.

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