La cavitazione contro grasso e cellulite

18 Dicembre 2017

La cavitazione contro grasso e cellulite

Cos'è la cavitazione e come viene usata in campo medico

Autore: Perra Simona

Per cavitazione si intende un fenomeno fisico caratterizzato dalla consistente formazione di microbolle di vapore all’interno di un fluido che in seguito implodono.

L’utilizzo della cavitazione in campo medico è vasto, può essere usata, ad esempio per la distruzione dei calcoli renali.
In medicina estetica viene utilizzata principalmente per il trattamento delle adiposità localizzate e inestetismi come la cellulite.
La cavitazione, in medicina estetica, sfrutta il potere degli ultrasuoni a determinate frequenze, per raggiungere il tessuto adiposo del sottocute. Gli ultrasuoni generano delle variazioni di pressione e temperatura provocando la formazione delle microbolle di vapore, che imploderanno, caratteristiche del trattamento.
Le implosioni generate provocano la rottura delle membrane cellulari degli adipociti (cellule del tessuto adiposo) causando la fuoriuscita dei grassi che vi contengono, che verranno eliminati dal corpo attraverso i naturali processi fisiologici.

Cavitazione estetica e medica a confronto
Prima caratteristica che differenzia la cavitazione medica da quella estetica è il personale addetto al loro utilizzo.
Mentre per la cavitazione medica si necessita di personale medico per l’utilizzo, l'estetica viene utilizzata anche da personale non medico come estetisti, presso i centri estetici, in quanto non agisce in profondità nei tessuti.

La cavitazione estetica sfrutta il potere degli ultrasuoni ad alta frequenza, da questo deriva che le microbolle generate saranno nettamente minori rispetto a quelle generate a bassa frequenza con la cavitazione medica. Gli ultrasuoni ad alta frequenza inoltre non riescono a penetrare nei tessuti in profondità, quindi non sono in grado di raggiungere le adiposità sottocutanee.
La cavitazione estetica, perciò, agisce esclusivamente a livello superficiale per tonificare la pelle.
La Cavitazione Medica, invece, avvalendosi di ultrasuoni a basse frequenze, riesce a penetrare in profondità nei tessuti, agendo direttamente sul tessuto adiposo.
Per questa ragione, la medica può essere eseguita solo da personale medico autorizzato.

Come agiscono gli ultrasuoni
A seconda dell’area da trattare gli ultrasuoni possono essere convogliati in modo esteso o mirati su una piccola area. Parliamo quindi di ultrasuoni emessi in modo convergente se vengono direzionati su una piccola area, ultrasuoni emessi in modo divergente se si propagano coinvolgendo aree più estese. 
Per rendere la cavitazione più sicura, gli ultrasuoni sono dotati di sistemi di regolazione delle frequenze, in modo da esercitare la loro azione solo sul tessuto adiposo, senza intaccare gli organi o i tessuti circostanti.

Prepararsi al trattamento
Prima di procedere con il trattamento, sarà necessaria una visita preventiva con il medico, il quale dovrà valutare con precisione le aree da trattare e la loro estensione, inoltre, dovrà valutare se effettivamente la cavitazione sarà il trattamento opportuno per la situazione.
Difatti, la cavitazione è indicata per il trattamento delle adiposità localizzate difficili da eliminare solo con dieta ed esercizio fisico, non deve essere considerata come un’alternativa a questi ultimi.
Quando il medico, avrà ritenuto che la cavitazione sia la soluzione efficace per la singola situazione. Prescriverà al paziente specifici esami clinici, al fine di escludere eventuali controindicazioni al trattamento che potrebbero comprometterne la riuscita.
Generalmente, la cavitazione non richiede attenzioni o preparazioni particolari prima del trattamento, ma è consigliato idratarsi abbondantemente nei giorni che lo precedono.

Perché è importante una buona idratazione? Lo scopo è quello di colmare di liquidi interstiziali le zone che dovranno essere trattate, al fine di garantire una produzione maggiore di microbolle e una conseguente maggiore riuscita del trattamento.
In caso di mancata idratazione, verrà iniettata una soluzione fisiologica endovena al paziente prima di procedere.

Come viene svolto il trattamento
Il medico esegue il trattamento praticando, attraverso l’ausilio del manipolo che convoglia gli ultrasuoni, una sorta di massaggio al paziente.
Generalmente la cavitazione viene eseguita senza anestesia, in quanto si ritiene che il fastidio percepito dai pazienti sia sopportabile: verrà percepita una sensazione di calore.
La procedura normalmente non è dolorosa, ma il paziente percepirà una sensazione di calore e di formicolio che potrebbe diventare fastidiosa.

Il trattamento di cavitazione ha una durata variabile, da 30 a 90 minuti a seconda dell’area da trattare.
Si è soliti procedere con più di un trattamento, in quanto, per ottenere risultati gradevoli una seduta potrebbe non essere sufficiente. Un dialogo aperto con il medico è importante anche per stabilire le sedute e i risultati che si vorrebbero ottenere.

Cosa aspettarsi dopo la cavitazione
Non essendo, la cavitazione, un trattamento invasivo, il paziente potrà far ritorno alla sua vita sociale e lavorativa immediatamente. Al temine del trattamento, il medico raccomanderà di bere molti liquidi e idratarsi, e mantenere un corretto stile di vita per non vanificare i risultati ottenuti.
Se eseguita in modo corretto, la cavitazione, non comporta effetti collaterali. Tuttavia, vi possono essere dei lievi effetti indesiderati nel post trattamento che tendono a risolversi in breve tempo.

Tra gli effetti indesiderati rientrano:

  • Sensazione di calore nell’area trattata
  • Possibile comparsa di un edema
  • Arrossamento della pelle in corrispondenza della zona trattata
  • In casi rari, se gli ultrasuoni vengono convogliati generando troppo calore, si potrebbe incorrere nel rischio di ustioni.

Chi non è considerato un paziente ideale per la cavitazione

La cavitazione viene sconsigliata nei casi in cui i pazienti riportino una o più delle seguenti caratteristiche:

  • Le donne in gravidanza o allattamento non possono sottoporsi al trattamento
  • Le donne che utilizzano la spirale come metodo contraccettivo, se deve essere eseguita nella zona addominale.
  • Pazienti cardiopatici o che presentano malattie vascolari.
  • Pazienti diabetici
  • Pazienti con protesi metalliche
  • Pazienti con peacemaker
  • Pazienti con patologie epatiche

Gli argomenti contenuti in questo sito sono elaborazioni d'informazioni che non intendono sostituire il rapporto diretto tra medico e paziente.
Per approfondimenti rivolgersi al medico specialista.

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